Quando pensiamo a un “freelance” immaginiamo quasi sempre una condizione lavorativa legata all’incertezza. E infatti la difficoltà nell’essere pagati per il proprio lavoro ed i problemi nel pagamento dei contributi previdenziali rappresentano alcuni dei principali scogli che scoraggiano spesso chi pensa di intraprendere la strada della “professione libera”. Non sono immuni da queste difficoltà gli artisti e i creativi, anche loro a pieno titolo “freelance”. Una situazione, per questi ultimi, destinata a cambiare nei prossimi anni anche grazie a  SMart.

Che cos’è?

La parola inglese che sta per “intelligenza” in questo caso nasconde un italianissimo acronimo. La Società Mutualistica per artisti è stata fondata per offrire un inquadramento più adatto alle esigenze di musicisti e creativi. Nata in Belgio nel 1998, è sbarcata in Italia nel 2015 e si pone l’obiettivo di semplificare e migliorare la vita di molti liberi professionisti. Un progetto a carattere mutualistico che oggi è presente in 9 paesi europei e conta circa 90.000 soci.

Rientrante nella cosiddetta “sharing economy” si tratta di un’organizzazione di professionisti che condividono le proprie esperienze al fine di tutelare il proprio lavoro. Non un sindacato, ma più simile come logica ad una comunità, dove i soci mettono in comune modalità per la gestione delle problematiche legate al proprio lavoro.

Come funziona?

Innanzitutto bisogna diventare soci, pagando una quota d’iscrizione di 50 euro. La cooperativa accoglie una vasta platea di professionisti come fotografi, giornalisti in generale chiunque lavori con il diritto d’autore. Una volta “dentro” il socio affida la gestione della propria attività economica alla cooperativa, divenendone dipendente. Dopodiché SMart svolgerà un’attività di “intermediazione” gestendo la fatturazione e la gestione dei contratti. In questo modo il professionista è libero di sviluppare il suo progetto personale, venendo sollevato da molti obblighi amministrativi. Tra l’altro anche se il committente ritarda nei pagamenti, il freelance riceverà comunque il compenso ogni 10 del mese. Infatti ogni socio riceverà regolarmente una busta paga dove vengono indicati i compensi, i sussidi versati e le relative tasse.

Essendo un’iniziativa dal carattere mutualistico, SMartit (ovvero SMart Italia) si sostiene grazie ai soci. I professionisti che entrano nella cooperativa versano 8,5% del proprio fatturato annuo per coprire i costi di gestione. Una piccola percentuale annua che contribuisce ad assicurare il pagamento degli stipendi ogni 10 del mese. La cooperativa offre corsi di formazione e reinveste i propri fondi anche per sostenere progetti creativi.

I vantaggi

Come già anticipato, il pagamento avviene sempre e comunque. Chi entra in SMart ha la certezza di riceve il compenso per il proprio lavoro. La cooperativa si occupa di recuperare quanto dovuto dal cliente anticipando, al professionista, quanto gli spetta. Al socio, essendo assunto dalla cooperativa, verranno pagati i contributi e le relative tasse. Un inquadramento che consente al “dipendente” che non lavora per un lungo periodo di tempo, di ricevere un sussidio di disoccupazione. Altro vantaggio non trascurabile è l’assenza dell’obbligo di partita IVA, infatti è possibile utilizzare quella di SMart, da cui è possibile scaricare l’IVA delle spese di lavoro. E come se non bastasse il professionista di SMart è assicurato sugli infortuni e può assicurare anche il proprio materiale da lavoro.

Si tratta di un nuovo strumento per abbattere la precarietà che circonda il mondo degli artisti. Un cambio di status, da singolo professionista che naviga in alto mare restando a galla a parte attiva di una comunità, un libero lavoratore dipendente che può usufruire di svariati vantaggi pratici.