Dimmi come ti muovi e ti dirò quanto servirai alla tua azienda. L’incubatore Vulcanìc ha già ospitato due workshop organizzati dal laboratorio NeurocomScience (NCS). La società punta sulla ricerca, sull’innovazione e sulla creazione di nuove tecnologie finalizzate all’interpretazione del comportamento umano. Tutto parte dal riconoscimento del comportamento facciale e corporeo, ovvero dalla comunicazione non verbale. Ma in gioco ci sono anche la rilevazione delle risposte del sistema nervoso autonomo, gli aspetti non verbali del parlato e dell’attività cerebrale. Le applicazioni pratiche di questi procedimenti possono riguardare l’ambito medico sanitario (i malati di autismo, ad esempio), il mondo della sicurezza (comportamenti a rischio nei luoghi pubblici) e quello aziendale.

In quest’ultimo campo, la formazione di NeurocomScience si concentra sugli strumenti e le tecniche per la selezione del personale. La vendita, la negoziazione, la validità dei prodotti pubblicitari, sono tutti contesti in cui è necessario decodificare chi hai davanti. Tra i servizi c’è anche la consulenza per le piccole imprese che spesso non hanno la possibilità di possedere veri e propri uffici del personale, né di acquisire gli strumenti più adeguati per la selezione.

Due docenti degli workshop tenutisi a Vulcanìc sono Silvia Fasciano, referente NCS per la Sicilia, e Francesco Viola, psicologo del lavoro specializzato nell’applicazione aziendale e criminologico-investigativa.
Ad avviare NCS è stata la dottoressa Jasna Legiša nell’ambito del Parco scientifico ed ente nazionale di ricerca di Trieste, con sede a Gorizia (AREA Science Park – technoAREA).

Silvia Fasciano (sopra) e Francesco Viola

Ma cosa imparano da NeurocomScience i corsisti?

“Facciamo in modo che l’imprenditore, ma anche tante altre tipologie di professionisti che partecipano ai nostri corsi, comprenda come si muove l’ “altro”. In concreto, che capisca quali sono le sue reali intenzioni, i suoi punti di forza e debolezza, cercando al contempo di integrare tutti i contenuti verbali, non verbali e paraverbali. Come avviene, per esempio, durante i colloqui di selezione. – spiegano Fasciano e Viola- Durante il corso spieghiamo come sia possibile far emergere la lettura idonea delle emozioni. Un esempio? Il candidato orgoglioso, determinato, può avere quella giusta ansia funzionale che lo faccia sentire motivato. Questo accade a prescindere dalla sua età. Tutte le persone hanno un punto di forza e di debolezza, bisogna però stimolare non solo la motivazione ma anche aiutarlo a far parte della squadra”.

Tra i punti centrali durante le ore di formazione, il ruolo del leader (“mai semplice” tengono a sottolineare i due professionisti) che insieme al manager concorre al raggiungimento degli obiettivi. Non esiste un’età media tra i corsisti; alla formazione partecipano persone di tutte le età, dai giovanissimi a donne e uomini in età matura che vogliono rimettersi in gioco. Tutte persone convinte che approfondire l’intelligenza emotiva faccia la differenza.

La Sicilia è al passo con queste pratiche?

“In Italia lavoriamo molto al nord ma due anni a questa parte applichiamo i protocolli ad aziende siciliane. Magari non se ne parla tanto, ma nell’ ultima assembla regionale di Federmanager è emersa proprio questa necessità: dare risalto ed investire nel capitale umano”, concludono i due docenti.

 

 

 

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