Si chiama facilitazione grafica ed è la traduzione simultanea di un discorso in immagini, capace di catturare l’attenzione degli ascoltatori. Ma è soprattutto uno strumento efficace per fissare visivamente i concetti ed elaborare una sintesi di un discorso. Serve alle imprese e alla comunicazione digitale. Volete saperne di più? Proseguite la lettura!

Cos’è?

Nata negli anni ’70, può essere sinteticamente definita come la trasposizione grafica di un discorso in modo simultaneo. È una tecnica che permette di rendere comprensibili tematiche complesse attraverso la rappresentazione visuale o per immagine. Abbiamo intervistato Gabriella Seminara che si occupa di facilitazione grafica, per comprendere meglio di cosa si tratta.

Come funziona la facilitazione grafica? E quali sono i suoi strumenti?

facilitazione graficaLa facilitazione permette di aumentare l’interesse e il grado di comprensione coinvolgendo attivamente persone e gruppi di lavoro. È un modo per stimolarne l’intelligenza creativa dell’audience e accompagnarla nella metabolizzazione dei concetti chiave delle presentazioni. Si avvale di vari strumenti o tecniche come il graphic recording, un’attività di facilitazione grafica che prende forma da vivo e durante gli eventi. Tramite l’uso di una lavagna, si realizza un’unica immagine che diventa la sintesi grafica dell’evento stesso. In alternativa si possono usare dei panoramici in modo da non essere vincolati nell’utilizzare una posizione fissa all’interno del convegno diventando così un illustratore itinerante che coglie gli attimi e le scene più significative della giornata. Vi è anche lo scribing che è la capacità di riprodurre per immagini qualsiasi concetto, dai commenti alla campagna pubblicitaria. A differenza del graphic recording, può avvenire sia dal vivo sia in post-produzione. Si può lavorare partendo da delle foto o slide per poi ricavare i disegni e aggiungere dei concetti. Si può parlare anche di video scribing in cui, con l’ausilio di una telecamera ortogonale al piano in cui il facilitatore disegna, si documentano le fasi di creazione del disegno e, aggiungendo una voce fuori campo, si può narrare il tema che viene illustrato. Un’altra tecnica è quella delle mappe mentali, mind maps, che servono a fissare dei concetti. Si possono realizzare delle immagini complessive o delle tavolette disegnate oppure semplicemente delle slides, che ne rappresentano una sintesi grafica, per poi essere proiettate.

Quali sono i campi di applicazione della facilitazione grafica?

Nel caso del graphic recording, i campi sono gli eventi, i meeting, i convegni in cui il facilitatore viene affiancato ai relatori per sintetizzare tutto ciò che viene detto, l’obiettivo è migliorare la comunicazione all’interno della sala. Lo scribing e la graphic recording possono essere utili per le imprese nel lancio di un nuovo prodotto o durante le riunioni aziendali. All’interno della pubblica amministrazione, inoltre, si possono creare progetti comunicativi per parlare direttamente ai cittadini, sintetizzando graficamente gli interventi pubblici. Infine si possono creare nelle scuole progetti grafici a scopi didattico.

Graphic Recording
Come scoprire la graphic facilitation?

La facilitazione grafica può quindi essere un’importante occasione per le imprese di comunicare con più efficacia. Per questa ragione Impact Hub Siracusa organizzerà il 2 dicembre prossimo, un workshop sul tema. Un modo per scoprire ed apprendere le basi della facilitazione grafica tramite esempi e momenti pratici, ed acquisire le nozioni e gli strumenti di base per cominciare ad applicare la visualizzazione grafica nella propria pratica di lavoro quotidiana.

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