Hanno inserito la possibilità di utilizzare la lingua siciliana su YouTube, Facebook e sulla tastiera Android di Google. In corso hanno un progetto per tradurre il browser Firefox e un altro, più grande, di normalizzazione ortografica comune. Il mezzo di comunicazione preferito? Gruppi WhatsApp e Telegram nei quali esprimersi in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo, ma soprattutto in lingua siciliana. Sono i componenti della Cadèmia siciliana, una “organizzazione transnazionale” nata nel 2016 dall’idea di due giovani appassionati di linguistica e informatica.

Salvatore Baiamonte è nato a Palermo, ma vive a Parma. Paul Rausch proviene da una famiglia di origini agrigentine emigrata negli Stati Uniti. “Confrontandoci su temi legati alla lingua abbiamo convenuto che le più importanti hanno un organismo che la tuteli”, afferma Baiamonte. Per il siciliano “esiste un centro studi all’università di Palermo dagli Anni ’50 – continua – ma svolgono ricerche a livello descrittivo, non si occupano di regolamentazione. Osservano la lingua mentre cambia”. Un lavoro di alto livello, dunque, “ma dal nostro punto di vista non è abbastanza. Non basta descrivere l’uso di una lingua”.

Per “portare la lingua siciliana nel presente” non si può non tenere in considerazione la Rete e tutti gli strumenti che offre. “È stato fin da subito importante puntare su questo – ricorda Salvatore Baiamonte – L’ambito tecnologico permea ormai le nostre vite, così abbiamo iniziato a esplorare modi per somministrare la lingua siciliana nel quotidiano”. Il sito internet e la pagina Facebook sono due degli strumenti principali utilizzati. Ci sono poi le chat e un apposito comitato tecnologia.

“Poco a poco siamo riusciti a trovare collaboratori che ci stanno aiutando molto”. Linguisti da tutto il mondo, ma non solo. Anche semplici appassionati e amanti del siciliano, a lungo declassato come una sorta di unico dialetto. L’idea di tradurre Firefox è arrivata proprio da una persona che da tempo segue il lavoro della Cadèmia Siciliana. “I nostri tecnici in due ore sono riusciti a mettere in piedi il progetto. Ora stiamo procedendo alla traduzione, abbiamo creato una squadra, proponiamo soluzioni per tradurre ogni singola parola”. Un compito arduo, dato che molti termini utilizzati anche in italiano derivano dalla lingua inglese. “Una delle parole su cui stiamo lavorando è file. Abbiamo fatto delle ricerche etimologiche, viene dal latino, indica il filo che legava il libro”. Una volta stabilita l’origine, si procede con le proposte che devono anche suonare bene all’orecchio dei parlanti.

L’iniziativa più impegnativa, però, riguarda la proposta di normalizzazione dell’ortografia. Un modo per scrivere in lingua siciliana con “un’ortografia che tenga in considerazione le esigenze del parlante”. Su tutte la provenienza territoriale, che fa sì che anche una parola come bello sia pronunciata diversamente da una parte all’altra dell’Isola. Per questo è utile anche il progetto di mappatura dei parlanti.

I componenti della Cadèmia siciliana, dunque, hanno creato in poco tempo un ricco ecosistema che lega ambiti diversi tra loro per il raggiungimento di un obiettivo comune.

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