Si può essere startupper (di successo) a 63 anni? Sì, succede a Nicosia, in provincia di Enna. È la storia di BioSpremi, impresa del settore agricolo che sta rivoluzionando il mondo dell’estrazione dell’olio. E non solo. Alla base del progetto – una vera sorpresa nel campo dell’agrotech – c’è una macchina che permette di ottenere un prodotto di altissima qualità riducendo tempi, lavoro e utilizzo di energia e acqua.

 

Come nasce BioSpremi?

Tutto ha inizio qualche anno fa. Nino La Greca è un frantoiano ennese che si trova a vedere un passaggio chiave nel mondo della produzione dell’olio. Dalla tecnologia della spremitura delle olive a pressione con l’uso di filtri, si passa al nuovo sistema a centrifuga. Il vecchio metodo è una procedura lunga e laboriosa; il secondo diminuisce i tempi, ma necessita di grandi quantità di acqua potabile. “L’idea di papà è stata quella di creare una macchina che lavora in maniera continua, senza filtri”, racconta Dina La Greca, figlia di Nino e amministratrice di BioSpremi.

L’intuizione di La Greca porta a un sistema che “velocizza i tempi di lavoro ed è più ecologico, perché si risparmiano acqua ed energia elettrica”. Lo scarto della spremitura, la sansa, è poi subito pronto per l’uso come combustibile. Infine, dato da non sottovalutare, “si ottiene un olio di qualità superiore. Si sente la differenza al gusto rispetto a un olio ottenuto da centrifugazione”, assicura.

Il brevetto e la prima produzione

La famiglia La Greca comprende subito il valore innovativo di BioSpremi. “È una tecnologia che renderebbe molte aziende veloci ed ecosostenibili“, sottolinea l’amministratrice. Ma l’idea resta nel cassetto per oltre dieci anni. “Tutto cambia nel 2015, quando abbiamo ottenuto il brevetto”, afferma Dina La Greca. Un primo prototipo viene testato nell’azienda per quattro anni. Il modello “zero” viene accolto positivamente da molti addetti ai lavori. “Ci è servito tantissimo metterci alla prova con il pubblico. Soprattutto con chi conosce la produzione dell’olio. Oggi siamo in progettazione e produzione per il 2018-2019”.

La trasformazione in startup

Biospremi
Nino e Dina La Greca

In sette mesi BioSpremi diventa una startup, e il team (composto da sette persone) si butta a capofitto tra concorsi e pitch. L’idea ottiene anche un riconoscimento nell’ambito del premio “Gaetano Marzotto”. Unica azienda nel settore, è selezionata tra le 35 startup che hanno vinto un percorso di affiancamento. “Siamo stati lanciati in questo mondo”, dice quasi sorpresa Dina La Greca. “Ho sempre lavorato in questo settore, in questo territorio, nel solito modo. Vedevo le presentazioni come rampe di lancio più dal punto di vista comunicativo”. Le iniziative, invece, ottengono molto successo. E arrivano i primi ordini. “Anche mio padre è molto sorpreso quando gli dicono che è uno startupper di 63 anni”, sorride.

 

Cosa accadrà domani

La startup sta vivendo una fase molto intensa, dovuta anche a una richiesta di produzione per clienti esteri. La macchina, poi, è versatile. “Potrebbe essere utilizzata per qualsiasi frutto da olio”. Grazie al Premio Marzotto, il team di BioSpremi ha vinto anche l’opportunità di rivolgersi agli esperti di Impact Hub per una business clinic. “Ho potuto testare quanto sia utile questo strumento”, dice La Greca. “Ci sono ancora tante parti da mettere a punto; adesso ho capito quali sono rimaste da sistemare dopo questo lancio propulsivo”.

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